Ostacoli al dimagrimento | 2 ore

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MARTEDI' 9 FEBBRAIO ALLE 20:30

LE DUE FACCE DELLA DIETA: PSICOLOGIA E BIOLOGIA DELL’ALIMENTAZIONE,
GLI OSTACOLI AL DIMAGRIMENTO

Analisi dei processi metabolici del dimagrimento, delle sue implicazioni
psicologiche, ormonali e ostacoli all’ottenimento del risultato

-       STRESS, CORTISOLO E SOCIETA’, OSTACOLI  al DIMAGRIMENTO
-
-       STRESS e MODULAZIONE dell’INFIAMMAZIONE ALIMENTARE
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-       DENTOSOFIA: EFFETTI POSITIVI della MASTICAZIONE sul CORPO
-
-       OVAIO POLICISTICO, MENOPAUSA
-
-       SINDROME METABOLICA in BAMBINI e ADOLESCENTI,

          COLLEGAMENTI con ADENOTONSILLECTOMIA
-
-       DISTURBI ALIMENTARI, IMMAGINE SOCIALE
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-       MALATTIE DISMETABOLICHE
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-       INTOLLERANZE E ALLERGIE
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-       MALATTIE GENETICHE

OSTACOLI AL DIMAGRIMENTO
Spesso accade che ci impegniamo nell’applicare i consigli del dietologo,
e nonostante siamo ligi al rispetto della terapia nutrizionale, non
riusciamo a perdere peso.
Questa resistenza al dimagrimento può essere causata da molti fattori:
meccanismi biologici, psicologici e comportamentali, che organismo e
psiche mettono in atto spesso a nostra insaputa. Una delle cause più
diffuse è la risposta ad un improvviso e drastico calo delle calorie
introitate; un regime dietetico troppo restrittivo determina un
adattamento metabolico, ovvero un abbassamento del dispendio energetico
totale. Occorre pensare che alla base dei nostri comportamenti sia
consapevoli che innati, c’è la logica biochimica del DNA; nei geni
infatti è scritto come è fatto il nostro corpo, dove è depositato il
grasso, quanto muscolo abbiamo e quindi quale è il nostro metabolismo
basale.
La nostra Specie ha compiuto uno sviluppo intellettivo molto veloce,
un’evoluzione sociale e culturale che ha avuto una progressione maggiore
dell’adattamento del nostro codice genetico; il nostro DNA non sa che
siamo nel 2020, che abbiamo case calde, frigoriferi, dispense, negozi
aperti h/24 e 7 giorni su 7, ci crede ancora uomini del Neolitico e che
per noi procacciare cibo è complicato. I nostri antenati passavano tutto
il tempo a cercare qualcosa da mettere sotto i denti e quando la
trovavano, di certo non era un pranzo composto da antipasto, primo,
pietanza, frutta e dolce. Quando forniamo poco nutrimento al corpo, il
DNA crede che l’ambiente sia ostile come allora e, poiché nella sua
logica esiste solo la propria sopravvivenza, pur di garantirsela,
rallenta il consumo calorico. Questo permetterà di perdere inizialmente
peso ma quando l’apporto diventerà pari al dispendio energetico basale,
il calo ponderale si arresterà. Questo adattamento metabolico
rappresenta la difesa dell’organismo che così  si oppone alla perdita di
peso e provoca il famoso effetto yo-yo (rebound), perché quando si
riinizia a mangiare senza attenzione alle quantità e alle tipologie di
cibo, si recupera immediatamente tutto, con un incremento ulteriore a
causa della riduzione dei consumi.

Una delle  cause di fallimento dei regimi dietetici è la perdita di
controllo, intesa come incapacità di limitare la quantità di cibo e di
evitare “deroghe” allo schema.
In alcuni soggetti l’incapacità di rispettare prescrizioni altamente
repressive porta a non  osservarle (in persone che introitano sino a
5.000 kcal. giornaliere, scendere a 1.200 kcal. significa “castrarsi”
psicologicamente, non riusciranno mai ad adattarsi così
all’improvviso!).
  I buoni propositi che si mettono in campo spesso si infrangono davanti
a queste inadeguatezze,  che portano il paziente a perdere la stima in
sé stesso e a sentirsi fallimentare; nei casi più delicati, può arrivare
a deprimersi. In persone con una lunga storia di fallimenti, tutto
questo crea un circolo vizioso e può favorire la nascita di disturbi del
comportamento alimentare.
Nell’elencazione delle motivazioni che rendono difficile ottenere
risultati, c’è anche la cosiddetta “memoria del peso”, atteggiamento che
il corpo manifesta quando assume più calorie del necessario, perché
reagisce secondo la memoria genetica, immagazzinando tutte l’energia
disponibile, per prepararsi a una carestia che, nell’era del cibo
disponibile in ogni momento, non ci sarà.
«Dottoressa, non riesco a dimagrire, secondo me ho la tiroide che non
funziona», ecco un’altra frase sentita migliaia di volte. Purtroppo per
i pazienti, raramente le persone in sovrappeso hanno una scarsa
funzionalità tiroidea, anzi, a volte si riscontrano casi di
ipertiroidismo in persone obese. L’ipotiroidismo, che è responsabile
dello scarso consumo metabolico, può presentarsi in parallelo alla
disfunzione surrenalica, ma può anche essere dovuto a fattori ereditari
o a malattie autoimmuni o post menopausali, come il Morbo di Hascimoto o
il gozzo.
Questo corso ha lo scopo di analizzare le motivazioni organiche,
biologiche  e psicologiche che posso ostacolare o rallentare il
dimagrimento, analizzando caso per caso, le cause più riscontrate.
Attraverso le lezioni registrate e le dispense, sarà possibile acquisire
una conoscenza approfondita dei percorsi e dei meccanismi implicati.
Dott.ssa Mara Antonaccio